
Lo trovate a questo link.
E anche se i libri sottacciono i fatti del ’56 che Sacco vuole portare alla luce, questa storia apparentemente minuscola non lo è, sia per la portata della tragedia, sia per il metodo. Un metodo crudele: incursioni, rastrellamenti, fucilazioni e bastonate verso prigionieri civili, senza speranze di fuga e con la faccia al muro. E documenti ufficiali appositamente distorti, fredde spiegazioni che parlano di obiettivi da colpire nel mucchio o sommosse da mitigare. Fatti che ricordano cosa successo solo pochi anni prima agli stessi ebrei, da altre parti del mondo, per mano di altri carnefici.

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