Mi ha fatto scoprire l’adorabile Polly Paulusma, e più recentemente due gruppi rock, i Frames e i Wilco.
I Frames, in Irlanda, vendono più degli U2. Hanno un sound molto più delicato, assolutamente meno pop. La voce del front man Glen Hansard ricorda un po’ quella di Michael Stipe, le canzoni rievocano i Radiohad dei primi tempi. Alternano momenti velocissimi e urlati ad altri lenti, ponderati, come in Redeem Yourself, canzoni delicate ed emozionanti come in Star e Revelate.Non esiste un loro greatest hits, ma vi suggerisco Set List – Live in Dublin dove si percepisce la loro grandezza e versatilità, si sentono i caratteristici violini (non campionati!) e c’è una selezione delle migliori canzoni (più una sorprendente versione di Redemption Song di Bob Marley molto azzeccata). Altro disco che vi suggerisco è Fitzcarraldo, un po’ acerbo ma già molto promettente, e For the birds, una carezza.
I Wilco li ho scoperti dal vivo a Palermo. Sono persino più sconosciuti al grande pubblico, ma nell’ambiente overground sono molto noti e stimati. Fanno un folk-rock à la Neil Young intervallato in maniera intelligente da strimpellate hard rock e sopratutto gradevoli elaborazioni di musica elettronica. Il chitarrista è un mostro, degli assoli scioccanti sopratutto dal vivo. Pensate che sul palco c’erano 8 persone: due ai sintetizzatori, tre chitarre, un basso, una pianola e una batteria. Davvero gradevole la hit Spider Kidsmoke, mentre vi suggerisco il disco Summerteeth che un po’ ricorda i Beatles di Sgt Pepper.
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